Maurice lgbtq


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OUI! Egalitè!

Francia. Fine settimana a Parigi. Nelle piazze si manifesta intorno al matrimonio egualitario, i sì e i no schierati. Venerdì tocca alla Manif pour Tous, organizzatissimi con felpe e cappellini coordinati, con motivazioni chiare e portavoce tutto un programma, si oppongono strenuamente al Mariage pour tous. Quel pomeriggio piove, forse un segno…

Domenica invece un bel cielo azzurro premia le migliaia di persone in place de la Bastille,  decine di cartelli sventolati, discorsi, musica; la parola più rilanciata, Egalitè.

Due giorni dopo, il 23 marzo, il voto del Parlamento dice sì al matrimonio egualitario, con annessi e connessi. E si volta pagina. Sembra fantascienza questa dialettica,  tra piazze e palazzi, prese di posizioni chiare, leggi, voti. Visioni della vita differenti, valori differenti, chiaramente contrapposti, senza perversi infingimenti. Qualche foto e due micro video per farsi un po’ gli occhi.

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Quelli/e del No!

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Francesco I e la movida del diavolo

Chi è il Papa argentino, cosa ha fatto prima di affacciarsi dalla finestra più potente della Città del Vaticano? per un’analisi documentata della figura e del contesto rimandiano al blog di Gennaro Carotenuto, sempre imprescindibile sui temi dell’America Latina (e non solo).

Procedendo la navigazione tra giornali, forum e blog argentini si registra un’impennata di orgoglio macho-nazionalista, prevedibile ma sempre più o meno nauseante. Una boccata salutare viene invece subito dalle voci delle associazioni femministe e gay lesbiche e trans, limpide sui temi che ci stanno a cuore, pronte a ricordarci chi è stato e cosa ha fatto Bergoglio sui temi dell’autodeterminazione delle donne e dei diritti civili delle persone gay lesbiche e trans. Certo non ci aspettavamo una fumata rosa da quel comignolo, ma i colori sono stati netti senza sfumature, nel segno della continuità rispetto alla omofobia,transfobia,misoginia.

Dall’eclissi di dio al piano del demonio
La Federación Argentina de Lesbianas, Gays, Bisexuales y Trans (FALGBT) ha espresso profondo rammarico per la nomina di Bergoglio,  che in veste di arcivescovo di Buenos Aires e presidente della Conferenza Episcopale argentina si è messo a capo di campagne contro la legge che ha riconosciuto il diritto al matrimonio egualitario (2010), da lui definita inganno del demonio, e la legge sull’identità di genere (2012), molto avanzata, che non patologizza in alcun modo la condizione trans. Mi pare una vergogna, ancor più esplicito Diego Trerotola, attivista della Comunidad Homosexual Argentina (CHA) che ricorda il Bergoglio scatenato che tuonava: “con l’approvazione del matrimonio egualitario in Argentina è in gioco la sopravvivenza della famiglia, madre, padre e figli.  La posta in gioco è la vita di tanti bambini discriminati in anticipo, perché privati della crescita umana che Dio ha voluto esser data da un padre e una madre. La posta in gioco è un rifiuto diretto della legge di Dio”.
Bergoglio ha anche militato contro il diritto all’accesso all’interruzione di gravidanza, in modo sicuro, legale e gratuito – cosa non ancora possibile in Argentina –
Maria Rachid, segretaria generale del Tavolo nazionale per l’uguaglianza di Buenos Aires ricorda che Bergoglio “si è battuto anche contro l’educazione sessuale nelle scuole, si è opposto alla distribuzione dei preservativi e degli anticoncezionali per evitare gravidanze indesiderate e per il diritto delle donne di decidere del proprio corpo”.
Guerra di Dio contro il piano del demonio, Bergoglio è avvezzo a usare immagini forti, anafore potenti. Si conferma quel abile comunicatore che ci è apparso tre minuti dopo l’habemus papam.
Chissà, dice con gaya ironia argentina Esteban Paulón della FALGBT, forse il fatto che Francesco ha vissuto per due anni in un paese con il matrimonio egualitario, e ha toccato con mano che nessuna delle catastrofi che aveva previsto si è realizzata, ma che anzi l’Argentina è un paese con più diritti e più pace potrà fargli cambiare idea… e spingerlo finalmente a cambiare le posizioni del Vaticano e a firmare, ad esempio, la proposta ONU per la depenalizzazione mondiale dell’omosessualità. Così, per iniziare!

Un Papa perdedor?
Ci piace concludere con le parole dell’attivista gay Diego Trerotola: “in tutti i modi mi pare un Papa perdente, che non ha inciso sulla politica argentina: abbiamo approvato la legge per il matrimonio egualitario e per l’identità di genere, non ha potuto imporre le sue idee ”. Che siano di speranza e augurio per tutt@ noi.

Alan & Chris


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Sit in per Russia e Uganda

Presidio Russia Uganda

11 marzo, sit in sotto il municipio di Torino
Il Consiglio comunale si esprima, senza indugi e senza ambiguità, contro ogni forma di criminalizzazione delle persone omosessuali, a favore della libertà di espressione e di manifestazione in Russia e Uganda.

organizzato da:

Associazione radicale Certi Diritti
Associazione radicale Adelaide Aglietta
Coordinamento Torino Pride lgbt
Consulta torinese per la laicità delle Istituzioni
Arcigay Ottavio Mai di Torino
Agedo Torino
Maurice glbtq
Famiglie Arcobaleno Torino


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Il CIE nel salotto di Torino.

Una gabbia, all’interno un manichino di carta e due ragazzi che urlano.
A poca distanza un poliziotto e una donna della Croce Rossa giocano a carte.

Il manichino è Fatih, che nella notte del 23 maggio del 2008 muore nel nuovissimo CIE di Torino..

non è stato soccorso, non è stato aiutato.

La scena è quella di una rappresentazione itinerante che sabato pomeriggio gli/le antirazzisti/e contro la repressione hanno portato per le vie del centro di Torino

diverse tappe, piazza Castello, via Garibaldi, Municipio e Porta Palazzo,
la stessa rappresentazione… e in me sempre lo stesso nodo in gola…
tutto mi sembrava terribilmente vero!!!

Le urla dei ragazzi in gabbia urlano aiuto, il poliziotto e la crocerossina che se ne fregano.
La morte del ragazzo.
Lo spostamento del cadavere (per nascondere il corpo del reato).
la manifestazione davanti alla Villa Balduzzi , C.R.I. e responsabile del CIE di Torino.
Il processo agli/lle antirazziste………..

Maria che al megafono con le sue lucide e semplici parole tesse la tela del racconto, dell’incubo…..
Quelle gabbie devono morire, non le persone al suo interno!!

Maurizio
gabbia

http://anarresinfo.noblogs.org/


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Schegge di storia lgbtq

Castelnuovo Don Bosco (AT) maggio 2002. Manifestazione nazionale contro la discriminazione sul lavoro delle persone transessuali, indetta ed organizzata dal Circolo Gay Lesbico Bisessuale e Transgender Maurice e dal Coordinamento Gay Lesbiche Transessuali di Torino

Castelnuovo Don Bosco (AT) maggio 2002. Manifestazione nazionale contro la discriminazione sul lavoro delle persone transessuali, indetta ed organizzata dal Circolo Gay Lesbico Bisessuale e Transgender Maurice e dal Coordinamento Gay Lesbiche Transessuali di Torino


2009, 8 marzo di lotta: contro la violenza maschile sulle donne.

2009, 8 marzo di lotta: contro la violenza maschile sulle donne.


Torino, febbraio 2010. Presidio di solidarietà davanti al CIE di corso Brunelleschi

Torino, febbraio 2010. Presidio di solidarietà davanti al CIE di corso Brunelleschi


Partecipazione differente alla manifestazione Uguali

Partecipazione differente alla manifestazione Uguali


2009, manifestazione per la libertà di Eluana Englaro e contro il ddl del governo Berlusconi

2009, manifestazione per la libertà di Eluana Englaro e contro il ddl del governo Berlusconi


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La sentenza sulle adozioni per le coppie omosessuali e l’eco italica (O roma per toma)

La sentenza del febbraio 2013 della  Corte europea dei diritti umani ha stabilito che nelle coppie omosessuali i partner devono avere il diritto all’adozione dei figli dei compagni, al pari delle coppie etero, in base al principio di non discriminazione. La sentenza nasce dal ricorso presentato da una coppia di donne austriache e rappresenta un passo storico. Vediamo l’eco italiana, confrontando i commenti di due giuristi, uno di parte vaticana, l’altro di area laica. Alberto Gambino, ordinario di Diritto privato intervistato dalla Radio Vaticana su quali riflessi può avere nell’ordinamento italiano la sentenza della corte di Strasburgo, risponde che per il momento non viè nessun riflesso perché l’ordinamento italiano non consente l’adozione alle coppie non sposate. Stuzzicata da quel “per il momento”, la domanda successiva si spinge a indagare sul futuro. Ecco la risposta: “Il futuro è piuttosto insidioso, perché se il parlamento italiano dovesse invece legiferare a favore di un riconoscimento delle unioni omosessuali (…) inevitabilmente si arriverà anche a un riconoscimento del diritto delle coppie omosessuali ad adottare. Quindi, è davvero insidioso il futuro perché potrebbe capitare che davanti a un’apertura del parlamento nel riconoscere diritti e doveri anche delle coppie non sposate e anche a quelle di tipo omosessuale, poi magari, anche senza volerlo, si arriverà per forza di sentenze giurisprudenziali a un’assimilazione, anche nei diritti, all’adozione,con la ripercussione, che ritengo davvero aberrante, di consentire che dei bambini vengano educati in un nucleo familiare con una doppia figura genitoriale dello stesso sesso”. Oltre alle spiegazioni giuridiche, Gambino rende intelleggibile la sua idea di società, di famiglia e di genitorialità. Senza peli sulla lingua dice qual è la sua visione, integralista e unicista, e quale è il suo incubo. E’cristallino.
Sullo stesso tema Gustavo Zagrebelsky su La Stampa plaude alla sentenza che offre la possibilità di mettere in chiaro alcuni principi di ordine generale, “che le stabili convivenze di fatto, etero oomosessuali, costituiscono una situazione di vita familiare che richiede di essere rispettata dalle leggi e dai giudici dello Stato”. Bene, così è. Poi repentino aggiunge “Ciò però non vuol dire che gliStati siano obbligati ad ammettere nella loro legislazione anche il matrimonio omosessuale”. Ma che cosa c’entra? Ma forse che la sentenza di Strasburgo lo nomina? Perché questo affanno di prendere le distanze dal matrimonio egualitario, affanno, ripeto, perché non c’è alcun nesso con quella sentenza. Cosa serve se non a offrire due argomenti in più al partito del non ora ma chissá quando, nel giorno del se e nel mese del ma.
I sostenitori del modello di famiglia cara alle gerarchie vaticane, riconoscono l’indifendibilità della loro posizione sul piano giuridico: che passi il matrimonio egualitario o le unioni di fatto, sanno che è solo questione di tempo e difendono la loro idea sul piano dei valori, puro e semplice e dunque li combattono a testa bassa, sempre e comunque, entrambi. Perché allora dall’altra parte (?) questo timore di difendere il diritto alla scelta delle persone, a sposarsi oppure no, cosi come il diritto a scegliere forme di tutela diverse dal matrimonio, le unioni civili, senza discriminazioni. Perché allora, non si indica dritti la luna, invece di mordicchiarsi il dito con azzeccagarbuglismi? La luna non è il matrimonio, ovviamente, ma un principio di uguaglianza, o se si preferisce un principio di realtà.
(sommessamente: e poi, quanto prima, finalmente, andiamo oltre che non se ne può più.)

http://it.radiovaticana.va/news/2013/02/19/strasburgo,_sentenza_su_adozione_ai_gay._il_giurista:_deriva_sociale_d/it1-666443http://www.lastampa.it/2013/02/20/cultura/opinioni/editoriali/coppie-di-fatto-i-paletti-dell-europa-wVXk0FU7Sub54JSfFc7cxN/pagina.html


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Culture della sessualità: anche la Storia del Maurice in Genesis


Genesis. Rivista della Società Italiana delle Storiche”

XI/1-2, 2012

Culture della sessualità
a cura di Enrica Asquer

Il tema: Culture della sessualità. Identità, esperienze, contesti, a cura di Enrica Asquer
Enrica Asquer, Introduzione – pdf full text (p. 7-17)
Laura Schettini, Un sesso che non è un sesso: medicina, ermafroditismo e intersessualità in Italia tra Otto e Novecento (p. 19-40)
Massimo Perinelli, «Second Bite of the Apple». The Sexual Freedom League and Revolutionary Sex in 1960s United States (p. 41-66)
Nerina Milletti e Ivana Pintadu, Il giardiniere, il giardino e le rose. L’omoerotismo in Rivolta Femminile e negli scritti di Carla Lonzi (p. 67-93)
Massimo Prearo, Le radici rimosse della queer theory. Una genealogia da ricostruire (p. 95-114)
Serena Tolino, Identità omosessuale in tribunale nell’Egitto e nel Libano contemporanei (p. 115-140)
Beatrice Gusmano, Omonormatività nei contesti lavorativi italiani odierni: nuovi orizzonti gerarchici? (p. 141-170)
Roberta De Nardi, La gestione biomedica dell’intersessualità: l’incorporazione del dimorfismo sessuale (p. 171-192)
Sara Garbagnoli, Denaturalizzare il normale. L’interrogazione paradossale degli studi di genere e sessualità (p. 193-229)
Lectures/Lezioni
Anna Rossi-Doria, Memoria e racconto della Shoah (p. 231-251
Ricerche
Nevra Biltekin, The Diplomatic Partnership: Gender, Materiality and Performance in the Case of Sweden c. 1960s-1980s (p. 253-265)
Maria Marchese, Il pacifista e la catalana: la Grande Guerra nel carteggio tra Carme Karr e Romain Rolland (p. 267-285)
Interventi
Alessia Muroni, Guardare è raccontarsi: fotografia, erotismo e libertà nell’arte di Tee Corinne (1943-2006) (p. 287-302)
Roberta Padovano e Gigi Malaroda,
Breve storia del Circolo Maurice. O dell’opportunità della mixité (Torino, 1985-2007) (p. 303-318)
Laura Scarmoncin, Femminismo porno punk. Altri sguardi su sessualità, corpo e libertà (p. 319-331)
Recensioni
Anna Bellavitis, Amor sacro e amor profano: un tribunale del matrimonio in età pre-tridentina [recensione di Cecilia Cristellon, La carità e l’eros. Il matrimonio, la Chiesa, i suoi giudici nella Venezia del Rinascimento (1420-1545), Bologna, Il Mulino, 2010)] (p. 333-337)
Tiziana Plebani, Braccate, bracconiere o? Storie di lettrici di prima età moderna [recensione di Xenia von Tippelskirch, Sotto controllo. Letture femminili in Italia nella prima età moderna, Roma, Viella, 2011] (p. 339-346)
Laura Guidi, Esercizi di libertà, paure sociali. Travestimenti di genere in Italia tra Otto e Novecento [recensione di Laura Schettini, Il gioco delle parti. Travestimenti e paure sociali tra Otto e Novecento, Firenze, Le Monnier, 2011] (p. 347-351)
Maria Rosaria Stabili, Guerra e Resistenza nella memoria delle donne [recensione di Michela Ponzani, Guerra alle donne. Partigiane, vittime di stupro, «amanti del nemico», Torino, Einaudi, 2012] (p. 353-357)
Brunella Casalini, Le donne: l’ultima colonia [recensione di Chandra Talpade Mohanty, Femminismo senza frontiere. Teoria, differenze, conflitti, Verona, Ombre corte, 2012] (p. 359-364)
Resoconti
Beatrice Zucca Micheletto, New law-new gender structure? Codifying the law as a process of inscribing gender structures (Innsbruck, 13-15 settembre) (p. 365-368)
Aurora Savelli, Velo e velatio: significato e rappresentazione nella cultura figurativa dei secoli XV-XVII nell’area italiana centro-settentrionale (Firenze, 20 settembre 2012) (p. 368-371)
Barbara Spadaro, Femmes et genre en contexte colonial/Women and Gender in Colonial Context – XIXe-XXe siècle (Parigi, 19-21 gennaio 2012) (p. 371-376)
Federica Falchi, Women, State and Nation: Creating Gendered Identities (Cardiff, 7-9 settembre 2012) (p. 376-378)
Le pagine della SIS, a cura di Rosanna De Longis (p. 379-386)
Summaries (p. 387-390)
Le autrici e gli autori (p. 391-394)

Tee Corinne, fotografa ed attivista lesbofemminista: un saggio di Alessia Muroni