Maurice lgbtq

Verona, 21 settembre 2013

1 Commento

Se pensate di aver sentito tutto in vita vostra…forse dovevate venire a Verona.
Il convegno organizzato da Famiglia domani e Medv ha toccato punte di indecenza inenarrabili. Qualcuno (e scusate se non ricordo il nome degli eminenti relatori) ha enunciato che quella del gender è una favola come Gli abiti dell’imperatore e che chi vuole cambiare genere crede alla magia. Tranne poi affermare la verità della transustanziazione (che io sapevo essere un atto di fede)…perciò il pane può diventare corpo di Cristo ma io non posso cambiare sesso.  Boh!
Ma questo è niente confrontato alla negazione dell’Evoluzionismo, al fatto che la differenza del cervello tra uomo e donna si evince da dove si lasciano i calzini, alla dichiarazione che i sessi sono 2 e gli intersex sono patologie dell’uno o dell’altro, alla violenza di chi ha dichiarato che è peggio il matrimonio gay di un barcone affondato a Lampedusa…
Ho sentito cose che voi umani non potreste immaginare….
E lo scandalo è che le istituzioni hanno avvallato una simile esposizione di menzogne trincerandosi dietro la scusa che in democrazia tutti devono avere parola. E no, belli, non tutti possono parlare! Chi fomenta l’odio, il disprezzo, l’ingiustizia, la discriminazione non ha diritto di parola, perchè le idee che generano odio non sono sterili, si portano dietro atti e conseguenze per le vite di ciascuno.
La cosa che mi consola è aver sentito il livello di quegli interventi, la impreparazione sul tema del gender e la sconcertante ignoranza di chi si èfermato al Medioevo e ragiona per sillogismi. Con questa gente non ci può essere dialogo, anche perchè si erano segnati tutti i nomi di chi non faceva parte della loro cerchia e, invece di farci entrare in un auditorium da 1000 posti, ci hanno messi nel loggione di fronte a un maxi schermo con cui non si poteva dialogare….e protestare.
Un’ altra cosa che mi ha consolato è stata che fuori da quelle mura c’era un sacco di gente indignata. Persone, sopratutto giovani, che testimoniavano che , nonostante gli integralismi, il mondo sta andando in un altra direzione. Ed è questo che fa loro cosi tanta paura. Voi non potete fermare il vento, gli fate perdere solo del tempo.
L’ondata frocia non si ferma e investirà anche questo paese, è solo questione di tempo. E noi vinceremo anche per il modo favoloso con cui conduciamo questa battaglia (anche se sarebbe una gran cosa cominciare a diminuire il numero di canzoni della Carrà alle manifestazioni…).
Un’altra grande soddisfazione è stata tornare a casa, col mio fidanzato e fargli un bel pompino, alla faccia di quegli ammuffiti/e professorini/e che in bocca prendono solo l’ostia (come no!) e immaginarli atterriti per non avere modo d’impedirlo.  Anche se condivido appieno la posizione di Foucault: noi spaventiamo per la società che stiamo creando non per le pratiche sessuali che facciamo. .. (quando riusciamo a farle!).

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One thought on “Verona, 21 settembre 2013

  1. la posizione delle istituzioni non è uno scandalo in questo caso, considerando che nella città di Verona il Sindaco è leghista e si chiama Flavio Tosi.

    2001 – campagna: “Firma anche tu per mandare via gli zingari dalla nostra città” tra gli organizzatori c’era anche il Sindaco
    2005 – gli organizzatori della campagna del 2001 sono stati condannati a sei mesi di reclusione e a tre anni di interdizione a partecipare ad elezioni politiche ed amministrative ma successivamente a tutti gli imputati veniva riconosciuta la sospensione condizionale della pena. Comunque le motivazioni della sentenza di condanna adducono al fatto che gli imputati hanno «diffuso idee fondate sulla superiorità e sull’odio razziale ed etnico e incitato i pubblici amministratori competenti a commettere atti di discriminazione per motivi razziali ed etnici e conseguentemente creato un concreto turbamento alla coesistenza pacifica dei vari gruppi etnici nel contesto sociale al quale il messaggio era indirizzato.»
    Questa storia giuridica viaggia tra la Cassazione e la corte d’appello di Venezia, alla fine nell’ottobre 2009 Tosi è stato condannato dalla Cassazione a 4 000 euro di multa e alla sospensione per tre anni dai pubblici comizi.
    2011 – Flavio Tosi viene rinviato a giudizio su accusa del procuratore Guido Papalia per aver violato la legge Mancino ai danni di individui di etnia Rom e Sinti.

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