Maurice lgbtq


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Francesco I e la movida del diavolo

Chi è il Papa argentino, cosa ha fatto prima di affacciarsi dalla finestra più potente della Città del Vaticano? per un’analisi documentata della figura e del contesto rimandiano al blog di Gennaro Carotenuto, sempre imprescindibile sui temi dell’America Latina (e non solo).

Procedendo la navigazione tra giornali, forum e blog argentini si registra un’impennata di orgoglio macho-nazionalista, prevedibile ma sempre più o meno nauseante. Una boccata salutare viene invece subito dalle voci delle associazioni femministe e gay lesbiche e trans, limpide sui temi che ci stanno a cuore, pronte a ricordarci chi è stato e cosa ha fatto Bergoglio sui temi dell’autodeterminazione delle donne e dei diritti civili delle persone gay lesbiche e trans. Certo non ci aspettavamo una fumata rosa da quel comignolo, ma i colori sono stati netti senza sfumature, nel segno della continuità rispetto alla omofobia,transfobia,misoginia.

Dall’eclissi di dio al piano del demonio
La Federación Argentina de Lesbianas, Gays, Bisexuales y Trans (FALGBT) ha espresso profondo rammarico per la nomina di Bergoglio,  che in veste di arcivescovo di Buenos Aires e presidente della Conferenza Episcopale argentina si è messo a capo di campagne contro la legge che ha riconosciuto il diritto al matrimonio egualitario (2010), da lui definita inganno del demonio, e la legge sull’identità di genere (2012), molto avanzata, che non patologizza in alcun modo la condizione trans. Mi pare una vergogna, ancor più esplicito Diego Trerotola, attivista della Comunidad Homosexual Argentina (CHA) che ricorda il Bergoglio scatenato che tuonava: “con l’approvazione del matrimonio egualitario in Argentina è in gioco la sopravvivenza della famiglia, madre, padre e figli.  La posta in gioco è la vita di tanti bambini discriminati in anticipo, perché privati della crescita umana che Dio ha voluto esser data da un padre e una madre. La posta in gioco è un rifiuto diretto della legge di Dio”.
Bergoglio ha anche militato contro il diritto all’accesso all’interruzione di gravidanza, in modo sicuro, legale e gratuito – cosa non ancora possibile in Argentina –
Maria Rachid, segretaria generale del Tavolo nazionale per l’uguaglianza di Buenos Aires ricorda che Bergoglio “si è battuto anche contro l’educazione sessuale nelle scuole, si è opposto alla distribuzione dei preservativi e degli anticoncezionali per evitare gravidanze indesiderate e per il diritto delle donne di decidere del proprio corpo”.
Guerra di Dio contro il piano del demonio, Bergoglio è avvezzo a usare immagini forti, anafore potenti. Si conferma quel abile comunicatore che ci è apparso tre minuti dopo l’habemus papam.
Chissà, dice con gaya ironia argentina Esteban Paulón della FALGBT, forse il fatto che Francesco ha vissuto per due anni in un paese con il matrimonio egualitario, e ha toccato con mano che nessuna delle catastrofi che aveva previsto si è realizzata, ma che anzi l’Argentina è un paese con più diritti e più pace potrà fargli cambiare idea… e spingerlo finalmente a cambiare le posizioni del Vaticano e a firmare, ad esempio, la proposta ONU per la depenalizzazione mondiale dell’omosessualità. Così, per iniziare!

Un Papa perdedor?
Ci piace concludere con le parole dell’attivista gay Diego Trerotola: “in tutti i modi mi pare un Papa perdente, che non ha inciso sulla politica argentina: abbiamo approvato la legge per il matrimonio egualitario e per l’identità di genere, non ha potuto imporre le sue idee ”. Che siano di speranza e augurio per tutt@ noi.

Alan & Chris


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Sit in per Russia e Uganda

Presidio Russia Uganda

11 marzo, sit in sotto il municipio di Torino
Il Consiglio comunale si esprima, senza indugi e senza ambiguità, contro ogni forma di criminalizzazione delle persone omosessuali, a favore della libertà di espressione e di manifestazione in Russia e Uganda.

organizzato da:

Associazione radicale Certi Diritti
Associazione radicale Adelaide Aglietta
Coordinamento Torino Pride lgbt
Consulta torinese per la laicità delle Istituzioni
Arcigay Ottavio Mai di Torino
Agedo Torino
Maurice glbtq
Famiglie Arcobaleno Torino


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Il CIE nel salotto di Torino.

Una gabbia, all’interno un manichino di carta e due ragazzi che urlano.
A poca distanza un poliziotto e una donna della Croce Rossa giocano a carte.

Il manichino è Fatih, che nella notte del 23 maggio del 2008 muore nel nuovissimo CIE di Torino..

non è stato soccorso, non è stato aiutato.

La scena è quella di una rappresentazione itinerante che sabato pomeriggio gli/le antirazzisti/e contro la repressione hanno portato per le vie del centro di Torino

diverse tappe, piazza Castello, via Garibaldi, Municipio e Porta Palazzo,
la stessa rappresentazione… e in me sempre lo stesso nodo in gola…
tutto mi sembrava terribilmente vero!!!

Le urla dei ragazzi in gabbia urlano aiuto, il poliziotto e la crocerossina che se ne fregano.
La morte del ragazzo.
Lo spostamento del cadavere (per nascondere il corpo del reato).
la manifestazione davanti alla Villa Balduzzi , C.R.I. e responsabile del CIE di Torino.
Il processo agli/lle antirazziste………..

Maria che al megafono con le sue lucide e semplici parole tesse la tela del racconto, dell’incubo…..
Quelle gabbie devono morire, non le persone al suo interno!!

Maurizio
gabbia

http://anarresinfo.noblogs.org/