Maurice lgbtq


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Schegge di storia lgbtq

Castelnuovo Don Bosco (AT) maggio 2002. Manifestazione nazionale contro la discriminazione sul lavoro delle persone transessuali, indetta ed organizzata dal Circolo Gay Lesbico Bisessuale e Transgender Maurice e dal Coordinamento Gay Lesbiche Transessuali di Torino

Castelnuovo Don Bosco (AT) maggio 2002. Manifestazione nazionale contro la discriminazione sul lavoro delle persone transessuali, indetta ed organizzata dal Circolo Gay Lesbico Bisessuale e Transgender Maurice e dal Coordinamento Gay Lesbiche Transessuali di Torino


2009, 8 marzo di lotta: contro la violenza maschile sulle donne.

2009, 8 marzo di lotta: contro la violenza maschile sulle donne.


Torino, febbraio 2010. Presidio di solidarietà davanti al CIE di corso Brunelleschi

Torino, febbraio 2010. Presidio di solidarietà davanti al CIE di corso Brunelleschi


Partecipazione differente alla manifestazione Uguali

Partecipazione differente alla manifestazione Uguali


2009, manifestazione per la libertà di Eluana Englaro e contro il ddl del governo Berlusconi

2009, manifestazione per la libertà di Eluana Englaro e contro il ddl del governo Berlusconi


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La sentenza sulle adozioni per le coppie omosessuali e l’eco italica (O roma per toma)

La sentenza del febbraio 2013 della  Corte europea dei diritti umani ha stabilito che nelle coppie omosessuali i partner devono avere il diritto all’adozione dei figli dei compagni, al pari delle coppie etero, in base al principio di non discriminazione. La sentenza nasce dal ricorso presentato da una coppia di donne austriache e rappresenta un passo storico. Vediamo l’eco italiana, confrontando i commenti di due giuristi, uno di parte vaticana, l’altro di area laica. Alberto Gambino, ordinario di Diritto privato intervistato dalla Radio Vaticana su quali riflessi può avere nell’ordinamento italiano la sentenza della corte di Strasburgo, risponde che per il momento non viè nessun riflesso perché l’ordinamento italiano non consente l’adozione alle coppie non sposate. Stuzzicata da quel “per il momento”, la domanda successiva si spinge a indagare sul futuro. Ecco la risposta: “Il futuro è piuttosto insidioso, perché se il parlamento italiano dovesse invece legiferare a favore di un riconoscimento delle unioni omosessuali (…) inevitabilmente si arriverà anche a un riconoscimento del diritto delle coppie omosessuali ad adottare. Quindi, è davvero insidioso il futuro perché potrebbe capitare che davanti a un’apertura del parlamento nel riconoscere diritti e doveri anche delle coppie non sposate e anche a quelle di tipo omosessuale, poi magari, anche senza volerlo, si arriverà per forza di sentenze giurisprudenziali a un’assimilazione, anche nei diritti, all’adozione,con la ripercussione, che ritengo davvero aberrante, di consentire che dei bambini vengano educati in un nucleo familiare con una doppia figura genitoriale dello stesso sesso”. Oltre alle spiegazioni giuridiche, Gambino rende intelleggibile la sua idea di società, di famiglia e di genitorialità. Senza peli sulla lingua dice qual è la sua visione, integralista e unicista, e quale è il suo incubo. E’cristallino.
Sullo stesso tema Gustavo Zagrebelsky su La Stampa plaude alla sentenza che offre la possibilità di mettere in chiaro alcuni principi di ordine generale, “che le stabili convivenze di fatto, etero oomosessuali, costituiscono una situazione di vita familiare che richiede di essere rispettata dalle leggi e dai giudici dello Stato”. Bene, così è. Poi repentino aggiunge “Ciò però non vuol dire che gliStati siano obbligati ad ammettere nella loro legislazione anche il matrimonio omosessuale”. Ma che cosa c’entra? Ma forse che la sentenza di Strasburgo lo nomina? Perché questo affanno di prendere le distanze dal matrimonio egualitario, affanno, ripeto, perché non c’è alcun nesso con quella sentenza. Cosa serve se non a offrire due argomenti in più al partito del non ora ma chissá quando, nel giorno del se e nel mese del ma.
I sostenitori del modello di famiglia cara alle gerarchie vaticane, riconoscono l’indifendibilità della loro posizione sul piano giuridico: che passi il matrimonio egualitario o le unioni di fatto, sanno che è solo questione di tempo e difendono la loro idea sul piano dei valori, puro e semplice e dunque li combattono a testa bassa, sempre e comunque, entrambi. Perché allora dall’altra parte (?) questo timore di difendere il diritto alla scelta delle persone, a sposarsi oppure no, cosi come il diritto a scegliere forme di tutela diverse dal matrimonio, le unioni civili, senza discriminazioni. Perché allora, non si indica dritti la luna, invece di mordicchiarsi il dito con azzeccagarbuglismi? La luna non è il matrimonio, ovviamente, ma un principio di uguaglianza, o se si preferisce un principio di realtà.
(sommessamente: e poi, quanto prima, finalmente, andiamo oltre che non se ne può più.)

http://it.radiovaticana.va/news/2013/02/19/strasburgo,_sentenza_su_adozione_ai_gay._il_giurista:_deriva_sociale_d/it1-666443http://www.lastampa.it/2013/02/20/cultura/opinioni/editoriali/coppie-di-fatto-i-paletti-dell-europa-wVXk0FU7Sub54JSfFc7cxN/pagina.html


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Culture della sessualità: anche la Storia del Maurice in Genesis


Genesis. Rivista della Società Italiana delle Storiche”

XI/1-2, 2012

Culture della sessualità
a cura di Enrica Asquer

Il tema: Culture della sessualità. Identità, esperienze, contesti, a cura di Enrica Asquer
Enrica Asquer, Introduzione – pdf full text (p. 7-17)
Laura Schettini, Un sesso che non è un sesso: medicina, ermafroditismo e intersessualità in Italia tra Otto e Novecento (p. 19-40)
Massimo Perinelli, «Second Bite of the Apple». The Sexual Freedom League and Revolutionary Sex in 1960s United States (p. 41-66)
Nerina Milletti e Ivana Pintadu, Il giardiniere, il giardino e le rose. L’omoerotismo in Rivolta Femminile e negli scritti di Carla Lonzi (p. 67-93)
Massimo Prearo, Le radici rimosse della queer theory. Una genealogia da ricostruire (p. 95-114)
Serena Tolino, Identità omosessuale in tribunale nell’Egitto e nel Libano contemporanei (p. 115-140)
Beatrice Gusmano, Omonormatività nei contesti lavorativi italiani odierni: nuovi orizzonti gerarchici? (p. 141-170)
Roberta De Nardi, La gestione biomedica dell’intersessualità: l’incorporazione del dimorfismo sessuale (p. 171-192)
Sara Garbagnoli, Denaturalizzare il normale. L’interrogazione paradossale degli studi di genere e sessualità (p. 193-229)
Lectures/Lezioni
Anna Rossi-Doria, Memoria e racconto della Shoah (p. 231-251
Ricerche
Nevra Biltekin, The Diplomatic Partnership: Gender, Materiality and Performance in the Case of Sweden c. 1960s-1980s (p. 253-265)
Maria Marchese, Il pacifista e la catalana: la Grande Guerra nel carteggio tra Carme Karr e Romain Rolland (p. 267-285)
Interventi
Alessia Muroni, Guardare è raccontarsi: fotografia, erotismo e libertà nell’arte di Tee Corinne (1943-2006) (p. 287-302)
Roberta Padovano e Gigi Malaroda,
Breve storia del Circolo Maurice. O dell’opportunità della mixité (Torino, 1985-2007) (p. 303-318)
Laura Scarmoncin, Femminismo porno punk. Altri sguardi su sessualità, corpo e libertà (p. 319-331)
Recensioni
Anna Bellavitis, Amor sacro e amor profano: un tribunale del matrimonio in età pre-tridentina [recensione di Cecilia Cristellon, La carità e l’eros. Il matrimonio, la Chiesa, i suoi giudici nella Venezia del Rinascimento (1420-1545), Bologna, Il Mulino, 2010)] (p. 333-337)
Tiziana Plebani, Braccate, bracconiere o? Storie di lettrici di prima età moderna [recensione di Xenia von Tippelskirch, Sotto controllo. Letture femminili in Italia nella prima età moderna, Roma, Viella, 2011] (p. 339-346)
Laura Guidi, Esercizi di libertà, paure sociali. Travestimenti di genere in Italia tra Otto e Novecento [recensione di Laura Schettini, Il gioco delle parti. Travestimenti e paure sociali tra Otto e Novecento, Firenze, Le Monnier, 2011] (p. 347-351)
Maria Rosaria Stabili, Guerra e Resistenza nella memoria delle donne [recensione di Michela Ponzani, Guerra alle donne. Partigiane, vittime di stupro, «amanti del nemico», Torino, Einaudi, 2012] (p. 353-357)
Brunella Casalini, Le donne: l’ultima colonia [recensione di Chandra Talpade Mohanty, Femminismo senza frontiere. Teoria, differenze, conflitti, Verona, Ombre corte, 2012] (p. 359-364)
Resoconti
Beatrice Zucca Micheletto, New law-new gender structure? Codifying the law as a process of inscribing gender structures (Innsbruck, 13-15 settembre) (p. 365-368)
Aurora Savelli, Velo e velatio: significato e rappresentazione nella cultura figurativa dei secoli XV-XVII nell’area italiana centro-settentrionale (Firenze, 20 settembre 2012) (p. 368-371)
Barbara Spadaro, Femmes et genre en contexte colonial/Women and Gender in Colonial Context – XIXe-XXe siècle (Parigi, 19-21 gennaio 2012) (p. 371-376)
Federica Falchi, Women, State and Nation: Creating Gendered Identities (Cardiff, 7-9 settembre 2012) (p. 376-378)
Le pagine della SIS, a cura di Rosanna De Longis (p. 379-386)
Summaries (p. 387-390)
Le autrici e gli autori (p. 391-394)

Tee Corinne, fotografa ed attivista lesbofemminista: un saggio di Alessia Muroni


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Violette Leduc – Il Mostro e Madame

Martedì scorso la schiettezza di Violette Leduc ha dominato la prima serata di MONSTER 2 – THEY’RE BACK!, la trilogia ideata e condotta da Margherita Giacobino per L’Altramartedì.

Conoscere e leggere vite e opere di donne irriducibili e tenaci, fedeli a se stesse e al proprio desiderio fa sempre bene alla salute, più che mai ora, che abbiamo così bisogno di antidoti alla desertificazione di idee e passioni.
Grazie a Violette e Margherita.

Prossima serata di MONSTER: martedì 12 marzo ore 21:15 al Circolo Maurice, con Anne Marie Schwarzenbach

Violette Leduc – Il Mostro e Madame
Violette Leduc è una grande disadattata, un’eccentrica esibizionista che non si stanca di sbandierare al mondo quel che la gente perbene nasconde, le magagne i desideri impossibili, la sessualità e la solitudine. E’ una donna allegra e tragica, che porta in sé ‘qualcosa di violento e diffidente’, e spesso corteggia la pazzia. Violette, il ‘mostro’ come lei stessa si definisce, si innamora solo di persone irraggiungibili, donne eterosessuali (tra cui l’adorata ‘Madame’, Simone de Beauvoir) e uomini omosessuali, e si ubriaca di amore, scrittura e desiderio insoddisfatto. Violette Leduc è una scrittrice autentica, che nell’atto dello scrivere trova il riscatto di quella grande imperfezione che è la vita. A lei dobbiamo alcune delle pagine più belle che siano mai state scritte sull’amore lesbico, e sull’amore tout court. (M.G.)

Violette Leduc

Violette Leduc sulla copertina della prima edizione italiana di La bastarda del 1965